ASAI – Doposcuola, corsi e centri estivi per “favorire le relazioni tra persone e creare una comunità”

“Lavoriamo sulla relazione, per favorire l’integrazione tra le persone e creare una comunità”. Anna Corino, volontaria dell’ASAI (associazione animazione interculturale) riesce a concentrare in una battuta il senso delle tantissime iniziative sviluppate ormai da 25 anni, prima a San Salvario nello storico centro di aggregazione giovanile di via Sant’Alselmo, poi nelle nuove sedi di Porta Palazzo e Barriera di Milano, “quartieri multietnici, dove abbiamo individuato dei bisogni cui possiamo rispondere con le nostre attività”.

Attività che partono dai doposcuola (suddivisi in fasce d’età: elementari, medie e superiori), proseguono con i corsi di italiano dedicati agli adulti, e spaziano in una serie di iniziative culturali come teatro, danza, musica. “Facciamo proposte di un certo spessore culturale – continua Anna Corino – per fornire alle persone gli strumenti per vivere bene. Il fine ultimo è creare relazioni tra le persone e fare comunità. Se le persone si conoscono, cadono gli stereotipi che ci circondano, nascono sinergie che aiutano tutti a vivere in modo meno ansioso e conflittuale”.

Sono centinaia le persone coinvolte, tra ragazzi e famiglie, con contatti che non si sono fermati neanche durante il lockdown: “Nel periodo di isolamento abbiamo organizzato un doposcuola a distanza, con i volontari che chiamavano bambini e facevano con loro i compiti, ma la presenza fisica è indispensabile, nessun computer può sostituire l’empatia di un contatto umano”.

Presenza fisica che, pur nel pieno rispetto delle normative di sicurezza, si è ritrovato nei centri estivi, organizzati a San Salvario e Porta Palazzo: “Non è un semplice parco giochi, ma gli educatori propongono attività che siano divertenti ma aiutino nel contempo la crescita dei ragazzi e lo sviluppo di un senso comunitario. Una parte della giornata è sempre dedicata ai compiti, per risvegliare il piacere dell’apprendimento soprattutto dopo un lungo periodo in cui non è stato possibile frequentare la scuola. Abbiamo anche organizzato due camp in montagna, che sono andati bene. Nelle due settimane centrali di agosto facciamo una pausa, a parte qualche attività sporadica, ma a settembre riprenderemo a pieno ritmo, sperando che si possa tornare a scuola. I ragazzi – conclude Anna Corino – hanno bisogno di ritrovare normalità, come tutti noi”.

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