APIC e la telemedicina per i pazienti audiolesi

I momenti di difficoltà possono fare scoprire risorse che prima magari neanche si pensava di avere. E così in questi giorni estremamente complicati a causa del dilagare della pandemia da coronavirus, con il sistema sanitario nazionale sotto pressione per l’alto numero di contagiati, si segnala da parte dell’Ospedale Martini di Torino un’importante iniziativa che si spera possa essere solo il preludio di un modello da sviluppare anche nei mesi prossimi. A emergenza finita. A occuparsi di questo progetto il dottor Diego Di Lisi, la dottoressa Patrizia Consolino e con loro tutto lo staff di audiologia del Martini.

Dal 23 marzo il servizio di audiologia e impianti cocleari del Martini ha attivato un servizio di assistenza audio-video di telemedicina a favore dei bambini audiolesi in follow-up dopo impianto cocleare o protesizzazione acustica. Un servizio a cui possono accedere anche quegli adulti con impianto cocleare che hanno necessità di aiuto nella gestione anche solo burocratica del loro dispositivo. Le piattaforme informatiche utilizzate per questo servizio – testato dopo un periodo di prova che ha dato esiti positivi sotto tutti i punti di vista – sono Webex Meetings, Skype e Hangouts. Unica condizione necessaria è che il dispositivo dell’assistito sia dotato di webcam. I dati sensibili inoltre sono protetti dalla rete aziendale dell’ASL Città di Torino.

Ovviamente soddisfatta dell’iniziativa è l’APIC (Associazione Portatori Impianti Cocleari) che ha subito applaudito, nella speranza che la stessa possa essere ulteriormente implementata anche una volta terminata l’emergenza coronavirus. Il presidente di APIC Paolo De Luca ha così voluto commentare: “La telemedicina da remoto per controlli, riabilitazione e consultazioni riguardanti l’impianto cocleare offre la possibilità a persone – bambini e adulti – che vivono lontano dall’ambulatorio, magari anche fuori regione o che hanno importanti impedimenti fisici, di non saltare le sedute terapeutiche come quelle logopediche o di controllo periodico del funzionamento del processore. È un un sistema che davvero, usando lo slogan in voga in  questo periodo, permette di essere distanti ma vicini”.

Ancora De Luca: “Certo, per i bambini, ragazzi è importante la presenza di familiari durante il controllo, ma anche questo può diventare un aspetto positivo perché contribuisce nel coinvolgimento del genitore o della persona che segue il minore. Un aspetto che a volte non sempre viene sufficientemente valorizzato durante le visite in in ambulatorio”. Chiude De Luca: “Questo sistema può essere perfezionato e certamente non deve sostituire in toto il servizio ambulatoriale, ma rappresenta una possibilità e una comodità per le cose che non richiedono magari la presenza fisica. Siamo i primi a essere consapevoli che il rapporto umano diretto con il personale medico non potrà essere eguagliato da altri sistemi”.

 

 

 

 

 

 

 

La dottoressa Patrizia Consolino, audiologa, racconta così l’iniziativa dal suo punto di vita: “Con il dottore Di Lisi, il responsabile del reparto, abbiamo deciso di mantenere i monitoraggi sui nostri pazienti, bambini e adulti. Certamente per quanto riguarda la fascia pediatrica per la giovane età di molte coppie questo servizio si presta molto bene, mentre qualche difficoltà in più la riscontriamo con le persone più anziane. In ogni caso grazie alla metodologia che applichiamo riusciamo a osservare il comportamento e le percezioni specie dei bambini e siamo in grado anche di controllare la resa audiologica dell’impianto. Ogni sessione dura in media un’ora, a volte anche un’ora e mezza, e coinvolge audiometrista e logopedista”.

La dottoressa Consolino spiega l’importanza di non aver interrotto le visite: “In questo modo, nonostante il difficile momento che si trova a vivere il sistema sanitario nazionale, riusciamo ugualmente a trarre buone conclusioni sui percorsi dei nostri pazienti. Di fatto non si è interrotto nulla. Certamente questo servizio non riesce a colmare il vuoto che si è inevitabilmente venuto a creare per gli screening neonatali. Presto quella diventerà un’urgenza, perché la diagnosi precoce è fondamentale per riuscire poi a risolvere i problemi di udito che si possono riscontrare nei neonati. La situazione da quel punto di vista per noi sta diventando frustrante”.

Sulla possibilità che il servizio possa continuare anche terminata l’emergenza la dottoressa Consolino è possibilista, anche se con alcune specifiche: “Sono certa che su alcuni aspetti questo servizio di telemedicina sia un supporto utile che potrebbe continuare ed essere implementato anche in futuro. Penso per esempio ai casi, molto comuni nei pazienti più anziani, in cui si tratta soltanto di dare un supporto tecnico sullo strumento. Questo tipo di servizio potrebbe permettere magari alle persone con più difficoltà spostamenti inutili. La visita diretta però non può essere in alcun modo sostituita, perché quella risulta fondamentale nella stragrande maggioranza dei casi per fare le necessarie misurazioni e visite mediche oltre che per il supporto e l’aiuto che i pazienti necessitano”.

Il numero da contattare in caso di emergenze è il 3665758739, attivo dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 15:00. Per tutte le altre comunicazioni non urgenti si prega di utilizzare l’indirizzo mail: audiologia.infantile@aslcittaditorino.it. Per ulteriori informazioni e approfondimenti invece la mail di riferimento è info@apic.torino.it.

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