Associazione V.I.T.A., sempre insieme alle donne operate di cancro al seno

“Abbiamo vissuto un primo momento di sgomento, come tutti. Noi lavoriamo con l’informazione e la sensibilizzazione in tema di tumore al seno, sempre a contatto con le donne. Non è stato facile adattarci alla nuova situazione e rimanere comunque vicine alle nostre associate, che sono circa 80”. Così Valeria Martano, presidente di V.I.T.A., acronimo di Vivere il Tumore Attivamente, spiega l’evoluzione dell’attività della sua associazione dovuta all’emergenza Codiv-19.

“La base della nostra attività – continua Martano – è fatta dalle volontarie in ospedale, a partire dall’accoglienza alla mammografia di “prevenzione serena”, un aspetto pratico di accompagnamento e mutuo aiuto alle donne operate di cancro al seno. E poi c’è un’attività di sostegno, promozione di stili di vita sani, mantenimento del benessere psico-fisico, come le camminate del mercoledì mattina, che ormai coinvolgevano un gruppo numeroso. Tutto questo è stato interrotto, come le attività nelle nostre due sedi di Chieri e Montaldo, le lezioni di shatzu e danza, i corsi di pittura…”

Una situazione non facile, visto il contesto in cui opera l’associazione V.I.T.A. “Ognuna delle nostre associate ha una sua storia personale, storie di malattia e di cura. La nostra attività è di supporto dal punto di vista fisico, certo, ma anche psicologico. Il gruppo è sempre stata la nostra forza, ma con le nuove disposizioni queste dinamiche di gruppo non potevano più andare avanti, almeno nel con le regole cui eravamo abituate. Oltretutto alcune nostre associate non sono tanto “social” per età e formazione”.

“Ci siamo chieste come andare avanti – spiega la presidente -. La prima decisione che abbiamo preso insieme al nostro direttivo, composto da 9 donne, è stata deliberare una somma, per noi importante alla Asl To5: noi siamo state aiutate e ora è il momento della restituzione. Ci siamo trovate tutte d’accordo, ci ha fatto sentire vicine nonostante la lontananza. Abbiamo anche invitato le nostre associate a fare donazioni individuali, ognuna se e come vuole. E interverremo ancora, la nostra vicepresidente è infermiera all’ospedale di Chieri, il polso della situazione ce l’abbiamo”.

Un passaggio importante, che “ci ha aiutato a rimodulare le nostre attività, che ora vanno avanti in maniera virtuale, tra chat e video chiamate”.

Sono tanti gli interessi che coinvolgono le donne di V.I.T.A., a partire dal laboratorio di scrittura: “È diventato molto movimentato, grazie all’idea di scrivere un libro, da pubblicare a Natale, sul lessico quotidiano ai tempi del contagio. Un paio di volte a settimana proponiamo una lettera dell’alfabeto, ognuna sceglie una parola e scrive. C’è chi pubblica sulla chat dei pensieri, chi l’incipit di testi più lunghi, una socia scrive solo poesie in piemontese. È un’esperienza molto forte, che ci permette di conoscerci meglio, si ride e si piange, magari non come quando ci si vedeva di persona, ma è comunque di grande aiuto in questo momento, ce lo dicono anche due donne reduci da operazioni impegnative”.

“Un altro laboratorio che va avanti a distanza – prosegue Martano – è quello di pittura. Da casa è più difficile, perché le referenti del gruppo, pittrici professioniste, davano una mano anche pratica alle nostre socie, ma per dare uno stimolo anche a distanza abbiamo deciso di organizzare una mostra virtuale, on line. Avevamo in programma due mostre tra maggio e giugno, adesso dobbiamo inventarci nuovi stimoli”.

E non finisce qui: “Un’altra nostra socia, che faceva la parrucchiera, sta portando avanti il gruppo chiamato con ironia “trucco e parrucco”: dà dei consigli per la cura di sé e ha anche fatto, su WhatsApp, un taglio di capelli a distanza, che è stato divertente ed è venuto anche bene”.

C’è anche spazio per progetti di prospettiva: “Prosegue anche il lavoro su “ottobre rosa”, un mese molto importante per la promozione dell’informazione sui tumori femminile. Ci piacerebbe illuminare di rosa i monumenti e intervenire sull’arredo urbano, per sensibilizzare anche chi è lontano dalle nostre tematiche: l’anno scorso il Sindaco di Castelnuovo Don Bosco ha accettato di illuminare di rosa una chiesa, quest’anno partiremo a tappeto con le nostre richieste. Comunque, il nostro è un laboratorio di manualità, prepariamo materiale per addobbare le vetrine dei negozi, come dei quadrati rosa fatti all’uncinetto”.

Di fianco alle attività pratiche e ai lavoratori per mantenere coinvolgente la vita associativa, Valeria Martano e il consiglio direttivo portano avanti un impegno di rappresentanza, perché è inevitabile che l’emergenza sanitaria in corso condizioni gli altri aspetti sanitari, come la prevenzione e la cura dei tumori al seno: “Abbiamo aderito all’appello di Europa Donne, rete di associazioni territoriali cui siamo affiliate, di chiedere informazioni attendibili e chiare circa il proseguimento e la gestione di tutti i servizi per le pazienti oncologiche con tumore al seno. Il coronavirus è un nemico invisibile, come il cancro, ma purtroppo il cancro non sta a guardare, anche se c’è il coronavirus. Noi abbiamo costituito un coordinamento con le altre associazioni dell’Asl To5 che si occupano di donne operate al seno: sono reti di solidarietà che rimarranno anche dopo questa emergenza, un’eredità positiva di un periodo drammatico”.

“C’è grande preoccupazione – conclude la presidente di V.I.T.A. -: meno posti in chemioterapia, “prevenzione serena” si è interrotta a marzo e non si sa quando riprenderà, non si possono fare diagnosi precoci. Capiamo che gli ospedali sono in emergenza, ma la tutela va garantita, se no avremo tanti altri problemi in futuro. Le donne, quando hanno problemi, si rivolgono ad altre donne che ci sono già passate: per chiunque voglia contattarci, i nostri numeri sono 329/9725792 e 338/8750548”.

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