AVO Torino, momento di transizione ma grande fermento

AVO Torino, l’Associazione Volontari Ospedalieri, non è ancora riuscita a tornare all’attività dei giorni prima della pandemia da coronavirus: non è infatti ancora possibile per i volontari prestare servizio tra le corsie degli ospedali o nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA). I protocolli restano ancora rigidissimi. Nonostante non si possa ancora parlare di ripartenza, AVO Torino è tutt’altro che ferma. Anzi.

Angela De Liberato, vice presidente di AVO Torino, racconta così l’attività dell’Associazione in questo momento così delicato e particolare: “Per quanto la situazione ci impedisca di tornare alla nostra attività abituale, quella pre Covid per intenderci, ci stiamo attivando per iniziative da remoto da condurre con i pazienti. Abbiamo ricevuto da subito riscontri positivi, ma la situazione negli ospedali vede ancora i medici e gli infermieri molto concentrati sul coronavirus come dimostrano del resto gli interi reparti ancora rivoluzionati”. 

Qualcosa comunque si è mosso: è il caso ad esempio di quanto succede nell’unità spinale del CTO dove i volontari AVO Torino in collaborazione con un’altra associazione (AIDU) e con alcuni pazienti che sono stati già dimessi organizzano incontri via Skype su argomenti di vario genere. Non solo. De Liberato racconta un’altra iniziativa “video” ideata dal Coro Cant’AVO: “Non potendo accedere alle RSA abbiamo realizzato dei filmati con canzoni, barzellette e filastrocche da trasmettere nelle strutture. L’iniziativa è stata portata con successo in centri come Il Buono Riposo e Botticelli ed è stata utile per intrattenere in maniera diversa i loro ospiti. I ritorni che abbiamo avuto sono stati positivi, in tanti hanno davvero apprezzato e questo ovviamente ci riempie di orgoglio”.

Un’altra attività che sta tenendo impegnati alcuni volontari di AVO Torino è la collaborazione con Casa UGI e la trasmissione radio che questa gestisce all’interno del Regina Margherita di Torino. Uno dei programmi che viene trasmesso si propone di coinvolgere i ragazzini degenti che aderiscono all’attività in discussioni su temi vari, dall’ambiente allo sport. E proprio dai volontari che operano abitualmente al Regina Margherita è arrivato il contatto che ha messo nei giorni scorsi AVO Torino al centro di una bella iniziativa di beneficenza. Iniziativa che ha avuto peraltro un importante riscontro mediatico.

AVO Torino infatti è stata una delle associazioni scelta da Leonardo Bonucci, il campione della Juventus, per una donazione di 1000 mascherine da lui autografate. Un gesto che non è passato affatto inosservato e per cui De Liberato ringrazia ancora: “Siamo stati molto sorpresi e non ci aspettavamo di essere coinvolti. Un grazie oltre a Bonucci e alla moglie va anche a tutti quei volontari che operano abitualmente al Regina Margherita e che hanno fatto nascere tutto questo. Una simile donazione, ancor più che arriva da un campione come Bonucci, ha il merito di dare un po’ di visibilità ma soprattutto di mettere al centro gli sforzi e le energie dei volontari che animano l’Associazione. Proprio per questo non appena sarà possibile doneremo proprio a loro le mascherine che ci sono state donate, così che possano essere utilizzate per quando si tornerà in corsia dai pazienti”.

Nell’attesa che arrivi quel momento i volontari stanno continuando a partecipare a dei corsi online. Così sempre la vice presidente AVO Torino: “Ci stiamo formando sull’applicazione Zoom perché tramite quella piattaforma vogliamo organizzare, magari già da settembre, una serie di attività da remoto visto che presumibilmente non si potrà ancora andare liberamente nelle strutture. È un modo per imparare a maneggiare uno strumento nuovo, anche perché l’attività virtuale è chiaramente ben diversa da quella che si svolge di persona. Serve un approccio differente e non a caso sono stati organizzati anche incontri con psicologi che ci daranno consigli e linee guide per meglio interagire con le persone”. 

De Liberato nonostante le difficoltà contingenti resta comunque ottimista: “AVO Torino non è ferma e sento intorno a lei davvero tanta energia. Ci sono tante persone che hanno voglia di donare il proprio tempo ‘liberato’ e questo credo sia il miglior carburante per chi è pronto a un nuovo inizio”.

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