FIDAS, la donazione del sangue al tempo del coronavirus

Nonostante un iniziale calo delle donazioni, coinciso con il blocco generalizzato delle attività, in Piemonte nei giorni scorsi non si è mai concretizzata una vera e propria situazione di emergenza sangue. Di sangue però c’è sempre bisogno e in questo periodo di difficoltà è bene organizzarsi perché le scorte, così preziose per gli ospedali, non si esauriscano. 

A dare alcune linee guida utili in questi giorni particolari causa pandemia da coronavirus ci prova il volontario della FIDAS, la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, Giorgio Gozzellino che dice: “Sono giorni difficili per tutti e anche noi inizialmente abbiamo conosciuto delle difficoltà. Nella prima fase di questa emergenza c’è stato una flessione delle donazioni, ma con il passare dei giorni, anche grazie a una serie di appelli, siamo riusciti a recuperare. Di fatto però in Piemonte non c’è mai stata una vera e proprie emergenza. Detto questo è bene ricordare che il bisogno di sangue non è un qualcosa legato a eventi straordinari, ce n’è sempre bisogno. Sempre. Il tema è quindi quotidiano, vale per ogni momento dell’anno. Non bisogna ragionare per singoli eventi”. 

Gozzellino spiega come è bene comportarsi in questo periodo: “Come sempre noi dobbiamo cercare, grazie all’aiuto dei donatori, di garantire che gli ospedali abbiano le necessarie scorte di sangue. Poiché ci sono delle limitazioni per quel che riguarda gli spostamenti e gli assembramenti è bene che il donatore chiami e si prenoti prima di recarsi all’ambulatorio. Questa è la raccomandazione che mi sento di fare in questi giorni di emergenza coronavirus: è bene sempre prima telefonare e programmare la propria donazione. Questo permette anche a noi una maggiore organizzazione: in questo modo siamo in grado di monitorare i flussi rendendoci conto delle effettive necessità ed esigenze. E poi non va neanche bene avere eccessive scorte di sangue, dal momento che questo dopo 40 giorni non può più essere usato per le trasfusioni. Con la giusta programmazione è possibile invece lavorare bene ed essere molto efficienti”.

Poi Gozzellino ricorda un aspetto molto importante: “Le donazioni vanno fatte quando si è in buona salute. Se si avvertono sintomi influenzali o semplicemente si ha un raffreddore non bisogna andare a donare”. E poi una specifica sulle restrizioni di questi giorni: “La donazione di sangue rientra nella casistica di quelle attività per cui è consentito spostarsi. I donatori possono andare a donare: è chiaramente consentito dai decreti legge”. È bene ricordare però che tra una donazione e l’altra è necessario che intercorrano 90 giorni. Gozzellino infine dice: “Voglio ringraziare tutti i donatori, in particolare chi ha accolto in questi giorni i nostri appelli. Mi auguro che questa esperienza continui nel tempo e non si fermi alla straordinarietà della situazione. Il bisogno di sangue non si esaurisce mai, abbiamo sempre bisogno della generosità dei donatori”.   

Per chi fosse interessato a programmare una donazione con la FIDAS questi sono i riferimenti:  sede di Torino – via Ponza 2 011.6634225011.531166; email: udrsegreteria@fidasadsp.it.

 

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