L’Associazione Lakay Mwen e quel filo diretto con Haiti

Lakay Mwen in lingua creola significa ‘casa mia’ ed è stato quello che hanno pensato Andrea Condrò e la moglie quando ormai più di 20 anni fa sono stati per la prima volta ad Haiti. Da allora il legame con l’isola caraibica è diventato sempre più stretto tanto da far nascere dalla loro passione un’associazione (Lakay Mwen, appunto) capace di prendersi a cuore le sorti di una delle popolazioni più povere del mondo. 

Andrea Condrò, presidente dell’Associazione Lakay Mwen con sede a Chieri, da diversi anni collabora a stretto contatto con il missionario laico Maurizio Barcaro e alla sua struttura ad Haiti spedisce periodicamente dal 2006 container di cibo e materiale vario. Quando c’è stato il terribile terremoto che ha devastato l’isola furono inviati ad esempio container pieni di lamiere e generatori per permettere una pronta ricostruzione.

Condrò racconta così l’attività della sua Associazione: “Con il passare degli anni, grazie al contributo di tante persone che hanno messo mano al portafoglio, siamo riusciti a inviare sempre più cose sull’isola e alla missione. Un contributo prezioso se si considera che Maurizio è riuscito a mettere in piedi in pochi anni una struttura con tanto di scuola capace di seguire 2600 bambini. In questi anni noi dell’Associazione Lakay Mwen abbiamo anche attivato un programma di adozioni a distanza: con 180 euro permettiamo a un singolo bambino di andare a scuola con libri e divisa e anche di mangiare un pasto caldo a mezzogiorno”. Continua Condrò: “Non siamo i soli a dare una mano a questa missione, ci sono diverse associazioni di Milano e Roma che danno il loro importante contributo, ma di fatto negli anni, grazie a un rapporto sempre più stretto con Maurizio, direi fraterno, siamo diventati quasi dei suoi referenti in Italia”.

In questi anni l’Associazione Lakay Mwen ha contribuito alla creazione di scuole di sartoria e falegnameria nella convinzione che per creare un miglioramento è necessario offrire un lavoro e un futuro, e quindi promuovere uno sviluppo che permetta alle persone di vivere nel proprio paese senza che diventino gli ultimi in un’altra parte di mondo. 

Condrò parla così poi del problema coronavirus ad Haiti: “A differenza di quanto si possa immaginare, la situazione almeno a sentire i dati ufficiali non sembra essere grave. C’è da dire però che la loro situazione è talmente difficile a prescindere dalla diffusione di questo virus. È solo un altro problema, di tanti, che devono affrontare. Ad aggravare la situazione c’è il permanere del blocco dei porti: abbiamo 30 quintali di passata di pomodoro da mandare, ma non riusciamo a farli arrivare sull’isola. Ed è un vero problema perché in questi mesi il costo della vita è aumentato in maniera spropositata andando ad aggravare una situazione già di per sé grave. Per assurdo per i prezzi che ci sono nel paese conviene più importare che produrre…”.

Condrò chiude con alcuni ringraziamenti e un appello: “È vero che in questo periodo i fondi a cui normalmente attingevamo sono diminuiti, ma resta la gratitudine per tutti quelli che continuano a darci fiducia soprattutto partecipando al programma di adozioni a distanza. Un programma a cui noi teniamo molto e che speriamo possa essere avvicinato sempre da un maggior numero di persone”.

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