L’Associazione Matrioska aspetta di conoscere il proprio prossimo futuro

L’Associazione Matrioska dal 2007 è diventata un importante punto di riferimento sul territorio di Pianezza. L’avvento del coronavirus però ne ha minato il dinamismo che l’ha sempre contraddistinta, colpendola negli ambiti a lei più cari: scuola e soggiorni per i bambini dell’Ucraina.

La presidentessa Nicoletta Fadani racconta così la situazione che sta vivendo l’Associazione: “Siamo fermi e non potrebbe essere altrimenti dal momento che la nostra attività si svolge nelle scuole dove con progetti culturali cerchiamo di favorire l’inclusione e la multiculturalità. Da marzo con l’annuncio della quarantena e del lockdown non siamo più riusciti a fare lezioni di italiano agli studenti stranieri, le letture animate e tutti quei progetti che ci vedevano protagonisti nelle aule scolastiche. Purtroppo causa pandemia da coronavirus sono saltati anche i due viaggi che solitamente organizzavamo per ospitare bambini dell’Ucraina, uno di quei progetti che ci ha contraddistinto negli anni”. Tanto da suggerire il nome stesso dell’Associazione.

Fadani parla poi dell’unica cosa rimasta in piedi in questo momento: “L’unica attività che abbiamo al momento attiva e che continua a funzionare con un discreto successo è quella della raccolta abiti e giocattoli. Abbiamo un magazzino molto grosso che ci permette di poter continuare a raccogliere, stivare e spedire tanto materiale specie all’estero in paesi come Ucraina, Romania, Lituania, Senegal e Marocco. Tutto questo è possibile ovviamente anche grazie al contributo di altre associazioni con cui negli anni abbiamo collaborato”.

Cosa sarà a settembre? Fadani non fa previsioni, ma un po’ di preoccupazione la manifesta sull’effettiva possibilità di tornare alla normalità: “Essendoci poca chiarezza su come sarà il prossimo anno scolastico, anche noi non siamo in grado di fare programmi. Non conosciamo ancora le linee guida e quindi previsioni vere e proprie non possiamo farne. Come sembra, poi, probabilmente l’accesso agli istituti verrà limitato al solo personale dipendente, cosa che ovviamente ci metterebbe ancora più in difficoltà impedendoci di portare nelle varie classi i nostri progetti. Noi non vorremmo fermarci, ma dobbiamo essere messi anche in condizione di poter fare la nostra attività. I soggiorni dei bambini ucraini? Anche qui aspettiamo che i ministeri di Italia e Ucraina decidano come e quando si potrà riprendere questo tipo di attività”.

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