San Giuseppe Cafasso in prima linea, al centro della periferia

Il volontariato non si ferma, anzi in alcuni casi si moltiplica. È il caso della parrocchia Cafasso, “il centro della periferia”, a nord di Torino, come recita il suo slogan. In questo momento di emergenza a causa del Coronavirus, nel quartiere Borgo Vittoria, sono aumentate le richieste da parte di famiglie in difficoltà: “Finora – spiega don Angelo Zucchi – abbiamo consegnato circa 150 pacchi alimentari grazie a 25 volontari che a turno si dedicano alle consegne a domicilio. Per i farmaci ci siamo accordati con la farmacia del quartiere, che fa consegne a casa. Inoltre abbiamo attivato dei call center, sia in entrata che in uscita; alcuni volontari si sono presi in carico le famiglie più fragili, di anziani che non possono uscire, per monitorare costantemente la situazione e non farli sentire soli”. Per comunicare con il call-center di pronto intervento e centro di ascolto telefonico “Chi-Ama, Chiama”, è possibile telefonare al numero 366-25.92.520.

Non solo, però, perché nel centro parrocchiale di corso Grosseto, dal 2018 è stata inaugurata la Domus Caritatis con quattro alloggi per le famiglie in emergenza abitativa. In un anno sono state accolte molte persone, ma in questi giorni gli alloggi sono rimasti occupati da residenze temporanee: “Queste persone – spiega don Zucchi – avrebbero dovuto andare nelle case popolari, ma staranno nella Domus Caritatis finché la situazione non si risolverà”.

Tra le azioni messe in campo, poi, anche l’openspace di accoglienza in fascia diurna di tre persone senza fissa dimora in collaborazione con il centro diocesano di ascolto Le due Tuniche: “Il cuoco della scuola, essendo chiusa, va a cucinare per loro che durante il giorno non potrebbero stare nel dormitorio. Offriamo loro uno spazio con divanetti, giornali, dama”.

Infine Cafasso ha attivato un’iniziativa per portare piante e fiori alle famiglie per Pasqua, con una lettera di don Zucchi, di cui questo è un brevissimo estratto: “Questa lettera non si rivolge solo ai parrocchiani ma a tutti quelli che abitano nel quartiere di Borgo Vittoria, specialmente nella zona nord. Il Papa ci ha ricordato che ‘siamo tutti sulla stessa barca’ e, in questo periodo agli arresti domiciliari, ci siamo scoperti veramente vicini di casa. A proposito, permettetemi di rivolgere questi auguri anche ai nostri amici in carcere. Nel colloquio con alcuni di loro ho potuto intuire ciò che ora possiamo tutti capire: i rapporti con le persone sono la nostra forza, ciò a cui dobbiamo tenere di più. Il cuore non può accettare il distacco e la paura”.

“È un segno – conclude Zucchi – di come la comunità parrocchiale fa gli auguri a quella territoriale. Il virus ha cercato di dividerci, ma restiamo uniti per ricostruire il territorio attraverso la fiducia. In un momento in cui nessuno si fida dell’altro, questo è il vero senso volontariato, che ha al tempo stesso sia un valore laico che religioso, per chi è credente. Sono tutti chiusi e noi siamo in giro a portare i fiori. Qualcuno direbbe che siamo un altro mondo, ma non è così. Siamo un pezzo si cielo sulla terra, un pezzo di paradiso, un pezzo di questo mondo”.

Per chi volesse aiutare ad aiutare, è anche possibile sostenere le attività tramite bonifico bancario su c/c intestato a “Parrocchia San Giuseppe Cafasso”, specificando nella causale “Emergenza Covid-19”. IBAN: IT 25 U 02008 01127 00000 1287097 oppure donando il 5×1000 all’Associazione Altrocanto: CF 95580260016

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