Zerotre e i suoi ragazzi con disabilità grave: “Abbiamo ripreso con la fisioterapia, speriamo di poter ripartire a settembre”

“Il lockdown? È stato un disastro. A inizio giugno abbiamo ripreso con la fisioterapia, con tutte le altre attività speriamo di poter ripartire a settembre”.

Non usa giri di parole Valeria Rubia, presidente dell’organizzazione di volontariato Zerotre, associazione di famiglie che si occupa di ragazzi con disabilità grave. Non un centro diurno, ma una serie di attività programmate per dare sollievo alle famiglie e benessere ai ragazzi e alle ragazze, “che sono 20/25, dipende dai periodi: qualcuno viene, qualcuno va, molti rimangono”, spiega la presidente.

“Nella nostra sede ai Poveri Vecchi – continua Valeria Rubia – facciamo attività per le famiglie nel loro insieme, compresi incontri informativi e di auto mutuo aiuto. Con i ragazzi, oltre alla fisioterapia, usiamo la piscina del Cottolengo e facciamo per therapy con l’associazione Uam. Inoltre organizziamo due viaggi all’anno, in inverno e in estate: a marzo dovevamo andare a sciare al Sestriere con l’associazione Freewhite ma è tutto saltato. Speriamo di poter andare a settembre in un villaggio vicino a Follonica, saremo una quindicina di famiglie più i volontari a darci una mano”.

Il lockdown, per i ragazzi con disabilità grave e le loro famiglie, è stato sinonimo di abbandono: “Al di là del nostro piccolo aiuto, che speriamo di poter ricominciare a offrire al più presto – prosegue la presidente – il problema è che i ragazzi con disabilità grave sono state abbandonati a loro stessi, le famiglie non hanno ricevuto nessun aiuto e ora sono molto provate. Chiusi i centri diurni, la scuola è in una situazione drammatica già nella normalità, quando se sei fortunato capiti con insegnante di sostegno che si prenda a cuore la situazione, assistenza domiciliare manco a parlarne. Ogni famiglia si è arrangiata come poteva, ma tanti ragazzi sono regrediti: con tempo e fatica fanno piccoli passi avanti, tornare indietro invece è un attimo”.

L’associazione è stata presente, ma a distanza: “Noi abbiamo fatto – conclude Valeria Rubia – un po’ di comunità, non ci vedevamo perché sono ragazzi delicati, ma ci sentivamo costantemente. Adesso organizziamo qualche uscita e abbiamo ripreso con la fisioterapia. Abbiamo l’obiettivo della vacanza al mare che ci dà una speranza, speriamo che a settembre si possa ricominciare con il piede giusto, per dare qualche aiuto piccolo ma concreto alle famiglie”.

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