Logistica e assistenza alla popolazione: l’impegno dei volontari di Protezione Civile di G.E.R.I. di Ivrea

Logistica e assistenza alla popolazione, nella città di Ivrea e nei paesi limitrofi, sono gli ambiti di intervento dei volontari di Protezione Civile di G.E.R.I., acronimo di Gruppo Emergenza Ricerca Intervento. Una piccola associazione “quasi a conduzione familiare”, racconta il presidente Massimiliano Polesel, che condivide l’impegno con la moglie Patrizia, il figlio Fabio e una decina di altri volontari, “ma in questa difficile fase solo la metà dei soci riesce ad essere operativa”.

“Facciamo riferimento al Coordinamento territoriale di Protezione Civile della provincia di Torino, operiamo nell’ambito del Com (centro operativo misto, ndr) di Ivrea, che copre più di 50 comuni. Ci mettiamo a disposizione per le attività che ci vengono richieste, come la distribuzione di mascherine chirurgiche presso i comuni e le RSA, noi andiamo dove non ci sono altre associazioni locali che possono occuparsene. In questi giorni abbiamo macinato centinaia di chilometri”. Altra importante attività di distribuzione è stata quella dei ticket pasto, portati alle famiglie in difficoltà su indicazione dell’amministrazione comunale, mentre nei giorni di Pasqua “abbiamo portato dolci e generi di conforto agli utenti delle residenze per anziani”.

L’altro ambito di operatività è quello della logistica: “Abbiamo contribuito – continua Massimiliano Polesel – a installare la tenda di triage all’ospedale di Ivrea, insieme ai volontari di altre associazioni, e negli scorsi giorni abbiamo fatto un intervento di manutenzione e rimessa in sicurezza, visto che qui batte un vento forte. Abbiamo montato anche la tenda all’interno della casa circondariale, quella è più riparata e non c’è stato bisogno di interventi successivi. Inoltre, sempre su indicazione dell’amministrazione comunale, abbiamo provveduto alla chiusura dei parchi giochi”.

Tutte attività diverse da quelle che abitualmente impegnano l’associazione G.E.R.I. di Ivrea: “Facciamo parte del sistema di Protezione Civile e interveniamo in caso di calamità naturali o di necessità contingenti, per esempio l’anno scorso abbiamo svuotato l’area mercatale che si era allagata. Ma la nostra attività principale è la bonifica dagli imenotteri, ovvero i calabroni, che è anche la nostra principale forma di autofinanziamento. La scorsa estate abbiamo fatto una trentina di interventi, molto meno rispetto a qualche anno fa quando siamo arrivati anche a 150 interventi, probabilmente è l’aumento delle temperature che limita la diffusione dei calabroni. Comunque adesso sarà difficile intervenire: dobbiamo indossare delle tute protettive che non sono compatibili con i dispositivi di protezione individuale anti virus: se non possiamo entrare nelle abitazioni provate per consegnare i buoni pasto, non ha senso che lo facciamo per togliere i calabroni”.

Montare una tenda, intervenire in una situazione di emergenza, rimuovere un nido di calabroni: in tutti i casi, serve una preparazione adeguata. “Noi abbiamo sempre bisogno di nuovi volontari – conclude il presidente di G.E.R.I. – e in questa fase se ne propongono tanti, ma i necessari percorsi formativi sono bloccati. La speranza è che i giovani prendano spunto da questa situazione di emergenza per entrare e rimanere nel giro della Protezione Civile anche quando sarà superata, e con la dovuta preparazione”.

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